+ Resilienza, + Sostenibilità, + Tutela, + Energia
Si è concluso a novembre il progetto “FoR.GeS+ – Approvvigionamento e utilizzo di Fonti energetiche Rinnovabili da Gestione forestale Sostenibile nel territorio dell’Oasi Zegna e nel Biellese orientale”, finanziato dalla Regione Piemonte nell’ambito del Programma di Sviluppo Rurale 2014-2020, di cui Studio Territorium è stato capofila.
Il territorio biellese ha una estesissima copertura forestale: oltre il 70% della Provincia è ricoperta da boschi, che sono in gran parte ormai abbandonati; dove invece sono gestiti, gli esigui ricavi non riescono a coprire i costi di manutenzione del territorio.
La situazione locale si intreccia poi con quella globale, fra cambiamenti climatici e richiesta di fonti rinnovabili di energia.
Partendo da questi presupposti è nato il progetto FoR.GeS+; quattro sono stati i partner coinvolti: oltre al nostro studio hanno partecipato l’Unione Montana dei Comuni del Biellese Orientale, l’Oasi Zegna e la ditta Fratelli Paoletto.
Il progetto ha realizzato una serie di interventi nell’ottica del miglioramento forestale, per accrescere la resilienza dei boschi in vista dei cambiamenti ambientali; allo stesso tempo aveva l’obiettivo di valutare l’opportunità di realizzare sul territorio uno o più impianti a biomassa con la rete di teleriscaldamento.
Lo slogan di FoR.GeS+ ne evidenzia i concetti chiave: +RESILIENZA, + SOSTENIBILITÀ, +TUTELA, +ENERGIA.
Il contesto territoriale non è compatibile con una gestione finalizzata unicamente alla produzione di legname – ci sono infatti anche zone di grande importanza ambientale e paesaggistica che vanno tutelate- ma la situazione opposta, di abbandono e degrado forestale, rischia di diventare un costo per la Comunità in termini di ricadute negative: per questo è necessario adattare il bosco ai cambiamenti climatici e mitigare il rischio legato ad essi, rendendo però sostenibili a livello ambientale, economico e sociale gli interventi necessari.
Il progetto ha quindi indagato le opportunità economiche derivanti dal legname ottenuto dai tagli finalizzati alla manutenzione, messa in sicurezza e miglioramento del bosco.
È stata valutata la sostenibilità degli interventi di miglioramento o di utilizzazione boschiva, considerando le ricadute territoriali della gestione sostenibile e il suo impatto su turismo, acqua, suolo, biodiversità e stoccaggio di carbonio.
Nel contempo è stata stimata la quantità e la qualità di biomassa ritraibile dal territorio con diverse destinazioni d’uso: legname da opera, legna da ardere, cippato, analizzando anche il mercato per la loro valorizzazione economica, includendo anche prodotti la cui sostenibilità è certificata.
Altri obiettivi erano, inoltre, diffondere pratiche agricole e forestali idonee ad incrementare il sequestro di carbonio e la biodiversità, prevenire l’erosione dei suoli ma anche dare continuità di lavoro alle ditte forestali e mantenere sul medio-lungo termine le modalità di gestione individuate come più efficaci.
Il progetto ha così dato l’avvio a una filiera del legno sostenibile e a km 0, nell’ottica di offrire contemporaneamente un modello virtuoso di gestione forestale, un’opportunità economica per chi lavora sul territorio e una risorsa rinnovabile di energia per la collettività.
